PDF Pao alla conquista del mondo (Italian Edition)

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Contents:
  1. Product details
  2. slices of my mind a collection of magic tricks and mentalism effects Manual
  3. Chuang Tse e il primo imperatore

Ouvriers, paysans, nous sommes Le grand parti des travailleurs; La terre n'appartient qu'aux hommes, L'oisif ira loger ailleurs. Combien de nos chairs se repaissent! Si les corbeaux, si les vautours, Un de ces matins, disparaissent Le terre tournera toujours! Language: Italian. Versione italiana della "Prima versione originale" di Riccardo Venturi, 5 maggio Mancava finora una versione integrale della "Prima versione originale".

Lavoratori, uniamoci alfine. In piedi, dannati della terra! In piedi, forzati della fame! Per vincer la miseria e l'ombra Massa di schiavi, in piedi, in piedi! Siamo noi il diritto, siamo noi il numero, Noi che non eravamo niente, siamo tutto. Lavoriamo per il bene comune. I re ci insozzavano di fumo, Pace tra noi, guerra ai tirani! Usiamo lo sciopero negli eserciti, Fucile in aria e rompiamo i ranghi!

Quanto si pascono delle nostre carni! Se i corvi, se gli avvoltoi Una di queste mattine scomparissero La terra girerebbe sempre. Che alfine il passato sprofondi! Che un genere umano trasfigurato Sotto il cielo chiaro della giustizia Maturi assieme alla spiga dorata! Le monde va changer de base : Nous ne sommes rien, soyons tout! Mais si les corbeaux, les vautours, Un de ces matins disparaissent, Le soleil brillera toujours!

Apri bene gli occhi, compagno E guarda dove sono i rinnegati Esci dalla nebbia di questa rada, Unisciti ai tuoi fratelli di lotta. Open your eyes wide, comrade, And look, where the renegades are. Get out of the mist of this bay And join your brothers in struggle. Ces bouffons ne nous font pas rire, Le sang se lave par le sang! La monarchia repubblicana instaurata da dei rinnegati profitta di questi energumeni e noi ne paghiamo i danni.

Che i cortigiani si dilanino suicidandosi o uccisi nel serraglio, mettiamoli sotto punteria e facciamoli lavorare per davvero! Lasceremo tutti questi vampiri finir la loro vita senza essere puniti? Questi buffoni non ci fanno ridere, il sangue si lava con il sangue! Today the world has changed. Are there less exploited?

Less unemployed, less hungry children? So that we could stop from singing …. Unissons-nous, Latins, Slaves, Germains. Puisqu'il faut que tout disparaisse, Peu nous importe! Tocsins, tocsins, sonnez, sonnez. Versione italiana di Riccardo Venturi dell'" Internazionale Anarchica " 4 luglio I despoti, terrorizzati, sentendosi un cratere sotto ai piedi han fatto un passo indietro nel passato. La loro congrega folle e assassina vorrebbe, nell rosso orizzonte, spegnere la luce ardente che il nuovo sole diffonde. In piedi, in piedi, dannati della terra! Color che son schiacciati nei mattatoi umani!

In piedi, in piedi, forzati della miseria! Uniamoci, latini, slavi e germani. La Terza Repubblica si prostituisce allo zar impiccatore; una folla abbacinata adora lo sterminatore! Buoni borghesi, Cesare vi difenda, Cesare dalle grandi o piccole braccia: Papa o una repubblica bastarda, le campane suonano la vostra ora. I potenti vogliono la guerra per poter sgozzare le loro greggi: per cementare ogni frontiera come si consacravan le tombe. Gaston Montehus. Metteremo a tacere le vostre campane, faremo saltare i vostri chiavistelli per farvi finalmente vuotare le tasche a voi, branco di farabutti.

Mentre il popolo, nella miseria, resta senza pane, senza casa e senza riscaldamento, voi ammassate, banda di vipere, il denaro rubato ai disgraziati. Su, tirate fuori i vostri stendardi e gridate alla profanazione! E basta con messe e preghiere! E poi le vostre vesti nere! E mentre case riscaldate e pane il popolo non ha, vendendo il cielo, voi rubate a chi intanto muore di qua. World March of Women Debout, pour des roses et du pain! Pour que le monde change de base, C'est dans la rue qu'nous descendrons!

C'est la marche des femmes Pour nos droits, pour nos choix! La marche des femmes Pour d'autres lendemains. Toutes unies, toutes solidaires! D'ici, d'ailleurs et de partout! Versione italiana di Riccardo Venturi dell' Internationale des Femmes. Riccardo Venturi's Italian version of the Internationale des Femmes. In piedi, per il pane e le rose! Del passato facciam tabula rasa e tutte insieme marciamo, marciamo! La marcia delle donne per un altro domani. Donne rassegnate, donne in lotta insieme possiamo vincere! Che siamo sole, lesbiche o madri bisogna rivendicare i nostri diritti!

Tutte unite, tutte solidali! Proletarie dei proletari, donne schiave, in piedi, in piedi, le nostre lotte cambiano la vita intera non siamo niente, saremo tutto! La rigorosa ricostruzione del ricercatore si accompagna al gusto del racconto. Per questa ragione le vicende relative alla compilazione del testo, della scrittura melodica e della diffusione di un canto destinato a resistere alle offese del tempo e all'oblio si intersecano con la ricostruzione attenta delle epoche, delle speranze, delle vittorie, delle sconfitte e delle stesse storie di vita dei protagonisti.

Bermani accompagna il lettore nelle fortune e nelle sfortune del canto dalla prima diffusione limitata al territorio francese, al suo ingresso trionfale nei congressi socialisti e operai di tutto il mondo fino alla sua consacrazione, dopo la Rivoluzione d' ottobre, quale inno della neonata Unione delle repubbliche socialiste sovietiche. Momenti di gloria e periodi di apparente declino si alternano attraversando, oltre alle vicende del movimento operaio, anarchico, socialista e comunista, anche la vita di grandi protagonisti della musica e della cultura.

Il lungo viaggio sulle onde della canzone termina con una chiusa finale che non cela un sottile pessimismo. Difficile dirlo. Per l'amicizia e la stima che nutriamo per Cesare Bermani ci permettiamo di non essere in sintonia con il pessimismo finale senza per questo cambiare di una virgola il giudizio positivo sul lavoro. A voler cercare il pelo nell'uovo nel volumetto manca ancora un capitolo, forse poco interessante dal punto di vista storico, ma determinante se si vuole ragionare sul destino futuro de "L'Internazionale".

E' il rapporto con le altre forme dell'arte e della musica popolare, a partire soprattutto dal rock, costellato da episodi interessanti non solo dal punto artistico. Del passato facciam tabula rasa, Folle, schiavi, in piedi! In piedi! Il mondo sta cambiando base, Non siamo niente, saremo tutto! Basta languir nella tutela! Orrendi nella loro apoteosi I re della miniera e della ferrovia Hanno mai fatto altra cosa Che derubare il lavoro?

I re ci hanno ubriacato di fumo! Pace tra noi, guerra ai tiranni! Mettiamo lo sciopero negli eserciti, Cannone puntato in aria e rompiamo i ranghi! Se si ostinano, questi cannibali A far di noi degli eroi Sapranno presto che le nostre pallottole Son per i nostri generali! La traduzione italiana fu il risultato di un concorso indetto dal giornale satirico "L'Asino" sul quale venne pubblicata il 13 ottobre Vinse il testo firmato "E.

Bergeret" pseudonimo di Ettore Mazzoni, che fu poi direttore del "Resto del Carlino", allora considerato un giornale di sinistra per le sue posizioni mazziniane e repubblicane; ma un'altra ipotesi parla di Umberto Zanni come effettivo autore della versione.

The author of this version, E. Bergeret pen-name of Ettore Mazzoni or, according to others, Umberto Zanni , was the winner of a special contest called by the satirical magazine "L'Asino" "The Donkey" for an Italian translation of the song; the Italian "Internationale" was first published on October 13th, Ettore Mazzoni, an outstanding journalist, became later the chief editor of the Bologna newspaper "Il Resto del Carlino", which was considered at that time as left-wing for its republican views. L'equivoco si sarebbe tramandato in Italia fino al momento della stesura della versione "classica" del , che sarebbe comparsa erroneamente sotto il nome di "Bergeret" ignorandosene non solo il reale autore della musica, ma persino quello del testo.

L'autore del testo italiano per il concorso dell' "Asino" potrebbe addirittura essersi appropriato di un testo scritto da altri, probabilmente per un'esecuzione bandistica. Su, lottiam! Su, lottiamo!


  • Anna Russo - Wikipedia.
  • Chuang Tse e il primo imperatore by Anna Russo | NOOK Book (eBook) | Barnes & Noble®;
  • L'Internationale.
  • La Grenadiere;

Largo a noi, all'alta battaglia noi corriamo per l'Ideal: via, largo, noi siam la canaglia che lotta pel suo Germinal! La versione non fu approvata "in toto" e rimaneggiata. In fact, it is the primitive version of Fortini's Internationale , which the outstanding poet made for Lotta Continua Unceasing Struggle. This version was not entirely approved and then modified. Scaricabile in formato. E' opera del grande poeta Franco Fortini , che ne scrisse diverse versioni. Franco Fortini's "Internationale" [; last version] Franco Fortini pen-name of Franco Lattes was born in Florence on September 10th, and is one major Italian poet of the 20th century.

A Jew, he was graduated in both philology and law. Owing to Mussolini's racist laws of he was expelled from Italian universities and had to take refuge in Switzerland, where he taught at the University of Freiburg Fribourg. Since he has been working as copywriter, publishing advisor, translator and scholar. Franco Fortini died in Milan in Fortini's "Internationale" has many versions; all have been sung by Ivan della Mea.

Franco Fortini. Ivan Della Mea. Noi lo distruggeremo a fondo. Noi non vogliam sperare niente. Testo trovato su Pino Masi. Noi siamo i proletari in lotta! Gli oppressi che hanno detto no! Mi fu a suo tempo comunicata da Ivonio Sestini, testimone delle lotte operaie a Piombino e Livorno negli anni dal al A most rare Italian version of the Internationale circulating in Leghorn Livorno in the immediate postwar years, on broadsides distributed by harbour workers.

I was handed a copy of it by Ivonio Sestini, a witness of the workers' struggles in Piombino and Leghorn in the years between and Le rovine di Livorno. Piazza Calamatta, presso il porto, giugno Forza, unione e organizzazione e lo sciopero general; avanti alla Rivoluzione, lottiamo pel nostro Germinal! Da Questa pagina , dove siamo per altro citati. Innanzitutto ci risultava inaccettabile il riferimento diretto al partito proprio in apertura della prima strofa. Anche il testo di Pottier parla di partito dei lavoratori, ma in modo inequivocabilmente antiautoritario.

Appare chiaro, leggendo il testo, che la concezione di partito dei lavoratori di Pottier doveva essere ben diversa dalla nostra. Riproponiamo qui il testo di Pottier seguito dalla nostra proposta. As for the Italian versions of the "Internationale", special reference should be made to the astounding progressive rock version played by AreA in Milano , p.

E' probabilmente opera di Santo Catanuto stesso. Probably translated by Santo Catanuto himself. Dannati della terra! Il passato sepolto giaccia Folla di schiavi! Sorgi, or su! Nel fasto guazzano i padroni della miniera e dell'acciar. Cos'altro han fatto quei predoni Che sul lavoro altrui rubar? In sciopero ancor noi, soldati! E se l'ordin riceveremo Contro i fratelli disparar, Ai cannibali insegneremo La vita umana a rispettar! Siamo noi, coloni ed operai, Il gran partito del lavor.

Pur non sfuggendo alla critica da parte di intellettuali non appiattiti sul comunismo di stato o sui partiti affogati nella terza internazionale e di gruppi eretici del marxismo-leninismo. Avanti gli oppressi! Il passato cancelliamo, Folla schiava, avanti, avanti! Il fuoco nella forgia Attizziamo da soli, Battiamo il ferro caldo.

Basta languire, oppresso! L'uguaglianza vuol un'altra legge; "Nessun diritto senza il suo dovere, Nessun dovere senza il suo diritto. E rivolendolo indietro Il popolo vuole solo il suo. Ci ubriacano di fumo, Pace fra noi, guerra ai tiranni! Anche i soldati in sciopero! Su, rompiamo le file! E se i cannibali si ostinano A far di noi degli eroi, Presto sapran che le pallottole Son pei nostri generali. La nostra carne mangiano. Di Salvo Lo Galbo. Pace tra noi, guerra ai re!

Da tutto il mondo, un solo coro. E da chi vuol la nostra carne, da tutti i corvi e gli avvoltoi, sapremo il cielo liberarne. Fausto Amodei 's Italian version. La version italienne de Fausto Amodei Fausto Amodei n italiankielinen versio. Gli agrari, gli speculatori e i capitani dell'industria non han mai fatto altri lavori che sfruttare il lavoro altrui. Sia pace tra noi proletari e guerra sia contro i tiranni, si scioperi tra i militari e s'impari a dire di no! E voi che siete tanto vili da costringerci a far gli eroi sappiate che i nostri fucili li punteremo addosso a voi.

Language: Russian. Aron Kots. Romanized Russian version. Kots, in tutto l'impero Russo vigeva ancora l'antica ortografia che fu riformata dal governo rivoluzionario nel , con l'eliminazione di tutte le lettere inutili omofone, "doppioni" ecc. Abbiamo provato, per motivi storici, a ripristinare quello che doveva essere il testo della versione russa dell'Internazionale nell'ortografia coeva. In , when A. Kots composed the Russian version of the Internationale, Russian was still officially written with the old spelling system, which was reformed by the revolutionary cabinet by dropping "useless" letters homophones, doublets etc.

We have tried, for historical reasons, to restore the lyrics of the Russian version of the Internationale to the coeval spelling. Language: English. We shall destroy the world of violence to its foundations, and then we shall build a new world. Those that were nothing shall become everything! This is our final and determined battle.

With the Internationale the human race will leap up. Nobody will send us deliverance. Not God, nor Tsar, nor a hero. We shall be liberated by our own hands. To overthrow oppression, skilled hands take back all that is good - Blow up the furnace and strike boldly while the iron is hot! Enough sucking blood, vampires. Prison, taxes, poverty! You have all authority, all the blessings of the world.

But our rights - an empty sound! We shall build a different life - and here is our battle cry. All power to the workers! And all parasites their share! Le strofe 1, 2 e 6 sono naturalmente quelle della sua prima versione del , mentre le altre tre compresa la 5a strofa antimilitarista furono tradotte ex novo. La versione completa fu pubblicata nel Verses 1, 2 and 6 are taken of course from his version, while the other three including the anti-militarist 5th verse were translated ex novo. The complete version was published Romanized lyrics of the foregoing version according to the transcription principles used in this website.

Vojna tiranam!

HOI IV MODERN DAY - RENZI ALLA CONQUISTA DEL MONDO!

Mir Narodu! Bastujte, armii syny! Gatov [] Alternative and complete version by A.

Gatov []. Narodam — mir, vojna — tiranam! The alternative version by Anatoly Zarnitsyn. It is in fact a composite version: verses 1, 2 and 6 are the version by Aron Kots , while the remaining three are an original translation. Romanized lyrics of the foregoing version. Durante il Terrore staliniano molti prigionieri rinchiusi a Butyrka vennero giustiziati sommariamente.

Nelle sue celle furono rinchiusi molti nomi noti, come Aleksandr Solzhenitsyn ed Evgenija Ginzburg. Stand up, you who have eaten half a pound, Go fetch flour from the village. Take off your last shirt With your own hands. The anti-militarist stanza is present, but it is considered a "difficult" version because of the archaic, high-falutin language used Pete Seeger said it is "totally unsingable".

The commonest variants are indicated in [square brackets]. Arise you prisoners of want! For reason in revolt now thunders, And a better age shall dawn Now away with all your superstitions, Servile masses arise! Then come comrades rally! And the last fight let us face. The Internationale unites the human race!

No saviours from on high deliver, No trust we have in prince or peer; Our own right hand the chains must shiver. Chains of hatred, greed and fear. We're tricked by laws and regulations, Our wicked masters strip us to the bone. The rich enjoy the wealth of nations, But the poor can't sell their own. Long have we in vile bondage languished, Yet we're equal one and all No rights but duties for the vanquished We claim our rights for duties done.

The kings of mines and ships and railways, Resplendent in their vulgar pride, Have plied their task to exploit always Those whose labor they've 'ere decried. Great the spoil they hold in their coffers, To be spent on themselves alone; Someday we'll seize it in spite of scoffers, And know that we have got our own. These kings defile us with their powder, We want no war within the land; Let soldiers strike for peace call louder, Lay down arms and join hand in hand.

Should these vile monsters still determine. Heroes to make us in despite, They'll know full soon the kind of vemin Our bullets hit in this lost fight. We peasants, artisans and others Enrollees among the sons of toil Let's claim the earth henceforth for brothers, Drive the indolent from the soil! On our flesh too long has fed the raven, We've too long been the vulture's prey.

But now fare well the spirit craven, The dawn brings in a brighter day! No saviors from on high deliver, No trust we have in prince or peer; Our own right hand the chains must shiver. No more tradition's chains shall bind us Arise, ye slaves, no more in thrall; The earth shall rise on new foundations We have been naught we shall be all.

We want no condescending saviors to rule us from their judgement hall We workers ask not for their favors Let us consult for all. To make the theif disgorge his booty To free the spirit from its cell We must ourselves decide our duty We must decide and do it well. The law oppresses us and tricks us, the wage slave system drains our blood; The rich are free from obligation, The laws the poor delude. Too long we've languished in subjection, Equality has other laws; "No rights," says she "without their duties, No claims on equals without cause. Behold them seated in their glory The kings of mine and rail and soil!

What have you read in all their story, But how they plundered toil? Fruits of the workers' toil are buried In strongholds of the idle few In working for their restitution the men will only claim their due. We toilers from all fields united Join hand in hand with all who work; The earth belongs to us, the workers, No room here for the shirk. How many on our flesh have fattened! But if the norsome birds of prey Shall vanish from the sky some morning The blessed sunlight then will stay.

Deriva chiaramente da quella britannica nella variante workers , con lievissime differenze, ma consta soltanto di tre strofe. The standard Canadian English Version. Its derivation from the British English version workers variant is clear, but only three stanzas are commonly sung. For reason in revolt now thunders And at last ends the age of cant. Away with all your superstitions Servile masses arise, arise We'll change henceforth the old tradition And spurn the dust to win the prize. So comrades, come rally And the last fight let us face! No more deluded by reaction On tyrants only we'll make war The soldiers too will take strike action They'll break ranks and fight no more.

And if those cannibals keep trying To sacrifice us to their pride They soon shall hear the bullets flying We'll shoot the generals on our own side. No saviour from on high delivers, No faith have we in prince or peer; Our own right hand the chains must shiver Chains of hatred, greed and fear.

E'er the thieves will out with their booty And give to all a happier lot. Each at the forge must do their duty And we'll strike while the iron is hot! Deriva chiaramente da quella statunitense di Charles Hope Kerr , con lievissime variazioni. Il canto comporta solo due strofe.

The standard version as sung in the Republic of South Africa where it was strictly prohibited during the Apartheid period. Its derivation from the US version by Charles Hope Kerr is clear, but only two stanzas are commonly sung. Never more traditions' chains shall bind us Arise ye toilers no more in thrall The earth shall rise on new foundations We are but naught we shall be all. Then comrades, come rally! And the last fight let us face The Internationale Unites the human race! We want no condescending saviors To rule us from their judgment hall, We workers ask not for their favors Let us consult for all: To make the thief disgorge his booty, To free the spirit from its cell, We must ourselves decide our duty, We must decide and do it well.

Don't cling so hard to your possessions For you have nothing, if you have no rights. Let racist ignorance be ended For respect makes the empires fall Freedom is merely privilege extended Unless enjoyed by one and all. So come brothers and sisters For the struggle carries on! The Internationale Unites the world in song. So comrades come rally For this is the time and place! The international ideal Unites the human race. Let no one build walls to divide us Walls of hatred nor walls of stone Come greet the dawn and stand beside us We'll live together or we'll die alone In our world poisoned by exploitation Those who have taken, now they must give And end the vanity of nations We've one but one Earth on which to live So come brothers and sisters For the struggle carries on!

And so begins the final drama In the streets and in the fields We stand unbowed before their armour We defy their guns and shields When we fight, provoked by their aggression Let us be inspired by life and love For though they offer us concessions Change will not come from above.

Rimediamo a anni e anni di distanza, con la speranza che ne seguano altre in altre lingue: l'Internazionale di Billy Bragg lo meriterebbe. L'Internazionale Unisce il mondo nel canto. L'ideale internazionale Unisce la razza umana. So comrades, come rally And the last fight let us face The Internationale unites the human race.

No more deluded by reaction On tyrants only we'll make war The soldiers too will take strike action They'll break ranks and fight no more And if those cannibals keep trying To sacrifice us to their pride They soon shall hear the bullets flying We'll shoot the generals on our own side. No saviour from on high delivers No faith have we in prince or peer Our own right hand the chains must shiver Chains of hatred, greed and fear E'er the thieves will out with their booty And give to all a happier lot.

Each at the forge must do their duty And we'll strike while the iron is hot. And if those thieves think it's their right To sacrifice us to their dream They'll see we've just begun to fight It's time to change our world regime We've got something, something to prove And everything to gain We've got nothing, nothing to lose Nothing to lose, except our chains We've got something, something to prove And everything to gain We've got nothing, nothing to lose Nothing to lose, except our chains So comrades, come rally And the last fight, let us face The Internationale Unites the human race.

La riprendiamo da: questa pagina A literal English translation of Pottier's original French lyrics was missing. We reproduce it from this page. Let us discard the past, Army of slaves, arise, arise! The world is changing at the base, We who have been nothing, let's be everything! It is the final struggle Let us gather, and tomorrow The Internationale Will be mankind! There are no supreme saviours, Neither God, nor Caesar, nor tribune.

Producers, let's save ourselves! Together let's enact a common decree To force the thief to return his loot, So that the mind is set free from the prison cell! Let us blow upon our furnace ourselves, Strike the iron while it is hot! The state strangles and the law cheats, The taxes bleed the disadvantaged in society. The rich do not shoulder any responsibility; The rights of the poor is an empty word. It is enough to decay in servitude, Equality needs other laws! No rights without duty, she says, Conversely, no duty without rights. Hideous, in their glory, The kings of the mines and rail.

They have done nothing else, But to steal others' work. In the strongboxes of this band, What we created are all in there! In working for their restitution, They only want their rightful due. The kings deceive us with their fumes, Peace among ourselves, war to the tyrants! Let us encourage strikes in the armies, To wave their guns and disband their ranks!

If they insist, those cannibals, To make heroes of us, They will soon know our bullets, Are for our own generals. Labourers, peasants, we are The big party of workers The earth belongs only to humans The idle are going to live elsewhere How much they feast on our flesh But if the ravens and vultures Would one morning all disappear The sun would shine forever!

Let emu warlords know terror, And let's go on walk about, Drink Fosters, and form workers co-ops, And let Bruce give us all a shout. So get fired up the lads, And do not dog the boys, The Internationale Will ring with sick cunt noise! So down a couple pingas, And get maggered off your face, The Internationale Unites the human race! Fu pubblicata da Labor News Co. La versione fu pubblicata ancora il 26 aprile dal Weekly People. Labor Day, Olive M. Transcribed: by Alan Barbour.

Sheet Music: The International. Ye galley-slaves of want. Say, how many on our flesh have feasted? But if all this vampire flight Should vanish from the sky some morning, The sun will still shine on us as bright! Language: German. Emil Luckhardt. Jahrhunderts durch, die hier zu finden sind [ Heer der Sklaven, wache auf!

Ausgebeutet bist du worden! The first German translation of the Internationale by Franz Diederich, in its 2nd version preceding anyway the publication of Emil Luckhardt's version. The lyrics are reproduced from the forum NationalAnthems. A version by the working-class writer Rudolf Lavant , "Empor, ihr Enterbten der Erde", followed in It appeared in the first German worker-singers' newspaper "Lieder-Gemeinschaft", namely in No. As usual at that time, the lyrics were printed without sheet music.

Franz Diederich second version A second translation by Franz Diederich was published since in workers' songbooks, e. This verse was also banned by the Communist Party of France by order from Moscow in , making the military unassailable. Wir wollen neu die Welt erbauen, Sind nichts wir, lasst uns alles sein.

Schon jubeln des Siegers Signale! Empor, der Tag dringt ein. Die Internationale Wird die Menschheit sein! Wir schaffen, um uns selbst zu retten, Und unsre Rettung gilt der Welt! Dem Geist die Fesseln ab!

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So sei's. Wir heizen selber unser Feuer. Schlagt auf das Eisen! In Trug und Druck sind wir geschlagen. Das Blut der Adern presst der Raub. Des Armen Recht ist arm und taub. Nun soll sich Zwang und Schmachten heben. Hinweg, die uns am Fleische hangen! Schon scheucht die Angst sie weit und breit: Sie flattern auf in Todesbangen — O steig empor, du Sonnenzeit!

The alternative and complete version by Erich Weinert []. Erich Weinert Der Tag ist nah, denn heut sind wir die Auserlesnen. Wir waren nichts, jetzt sind wir da! Zum letzten Kampf!

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Die Internationale wird alle Menschheit sein! Wir blasen jetzt ins eigne Feuer. Die Steuer wird zum Massenmord. Des Armen Recht? Ein leeres Wort! Wann machen wir die Rechnung glatt? Das Volk will ja nur wiederhaben, was man dem Volk gestohlen hat. Die Herrscher machten uns betrunken. Drum werft ins Heer der Freiheit Funken! Arbeiter, Bauern, kommt zum Ende! Wir sind der Schaffenden Partei! Der Reichen Schonzeit ist vorbei. Sie sogen Blut aus unsren Wunden. Erst wenn das Geiervolk verschwunden, wird unsre Welt voll Sonne sein!

Sklaven ihr der Hungerzunft! Zum Durchbruch kommt die Weltvernunft. Raumt auf mit allem morschen Plunder! Die alte Welt zerfall' wie Zunder, Wir waren nichts und jetzt sind wir's! Schaefft selbst der Allgemeinheit Wohl! Die Herrschgewalt hat uns benebelt, Krieg ihnen, Frieden uns allein! In Streik sei die Armee geknebelt, Den Kolben hoch! In ihre Reih'n! Wenn uns zu Helden zwingen wollen Die Kannibalen, wagt das Spiel!

Wir werden feuern! Und dann sollen Sie selbst sein uns'rer Kugeln Ziel! Eilt geschlossen Zur Proletarierpartei! Aufflammt die Sonne hell und klar! Steht auf, Galeerensklaven des Hungers! Das Vergangene wollen wir ausmerzen, Versklavte Masse, steh auf, steh auf! Verordnen wir das Allgemeinwohl! Wenden wir den Streik an in den Armeen. Gewehrkolben nach oben, sprengen wir das Glied! Wieviel weiden sich an unserem Fleisch! E' palesemente basata sulla versione di Emil Luckhardt, ma con un linguaggio alquanto modernizzato. It is clearly based on Emil Luckhardt's version, but with a somewhat modernised language.

Noch immer sind wir nur die Knechte, befreit euch, schreitet selbst zur Tat. In Stadt und Land, ihr Arbeitsleute, vertraut bloss keiner der Parteien, sie kassieren bloss die grosse Beute und lassen lassen uns in der Not allein. Dalle notizie provenienti da Kampflieder sarebbe stata redatta da Ralf Landmesser e pubblicata nel nello Schwarz-Roter-Kain-Kalenda. Trag Aufruhr um die ganze Erde, bevor du in die Luft mit fliegst. Leute, auf zur Randale! Weg mit Gott, Staat und Geld! Ihr bleibt Lohnsklaven, Stiefelknechte, helft ihr euch nicht selbst durch die Tat.

Der Galgen den Barbaren dem Volk das Sonnenlicht. Rot Front! Die alte Fessel splittert, das Eigentum ist in Gefahr. Die Waffen nieder! Tritt gefasst, links, zwei, drei! Die Internationale ist unser Feldgeschrei! Die Jungfront an die Spitze! Her zu uns! Die Kerker auf und die Kasernen: Wer unten war, wird oben sein!

Oskar Kanehl , nato nel , fu un attivista comunista, poeta e scrittore espressionista e editore tedesco. Mobilitato nel , scrisse alcune poesie antimilitariste e contro la guerra che furono pubblicate nella rivista Aktion di Franz Pfemfert e poi raccolte in un volume.

Il 28 maggio si uccise precipitandosi dalla finestra del suo appartamento nella Kantstrasse. Oskar Kanehl , born , was a German Communist activist, expressionist poet and writer, and publisher. He was mobilized in and wrote a number of anti-militarist and antiwar poems then published in Franz Pfemfert's magazine Aktion and collected in a volume. On May 28, , he committed suicide by jumping from a window of his apartment in Kantstrasse. Though keeping the refrain of Emil Luckhardt's classic version in the last verse, his version of the Internationale may be considered in most parts a vitriolic parody.

Du hast ein Amt und keine Meinung. Auf zum Wahlgefecht. Die Internationale der Bonzen die hat recht. Es gilt den Klassenkampf, den echten. Mit Frankreich reden wir Fraktur. Manchmal sind wir Antisemiten. Wir halten streng auf Konjunktur. Wir halten, was wir euch versprechen. Zuwiderhandeln ist Verbrechen an unserem Stolz, an der Partei.

Allein es ist kein leerer Wahn: Ihr braucht zum Klassenkampf Vertreter. Drum einigt euch mit Amsterdam. Das Staatsschiff lenkt unsere Partei. Wer Mitglied ist, hat einen Posten. Wer nicht, der bleibt zur Arbeit frei. Nepp regiert und die Neppleut walten. Und alles bleibt beim guten alten. Auf zum Wahlgefecht Die Internationale der Bonzen die hat recht. Stimmvieh zur Wahl.

Kein Gott, kein Kaiser, kein Tribun. Auf zum letzten Gefecht. Language: Spanish. Con fama de "compositor" recibe el encargo de musicar los poemas contenidos en los Cantos Revolucionarios y se ve seducido por la fuerza del poema de la Internacional. Nosotros mismos realicemos el esfuerzo redentor. Para hacer que el tirano caiga y el mundo siervo liberar, soplemos la potente fragua que el hombre libre ha de forjar.

La ley nos burla y el Estado oprime y sangra al productor. Alcuni versi presentano delle varianti che sono indicate in corsivo. Some verses show variants indicated in Italics. La versione spagnola cantata dagli anarchici della FAI a partire dal periodo precedente la Guerra Civile.

La versione spagnola cantata a Cuba. The Spanish version as sung in Cuba. It is essentially the same as sung throughout Latin America and by PSOE members, but the lyrics are officially established. Y gritemos todos unidos: Viva la Internacional! Removamos todas las trabas que oprimen al proletario. Arriba, parias de la Tierra. Los proletarios gritan: Guerra! Borrad el rastro del pasado! NOTICE Starting from the following version, all versions of the Internationale in the various languages will be displayed in strictly alphabetical order by language.

Language: Afrikaans. Uit boeie van jul waan So magtig dreun die stem van rede en 'n nuwe dag breek aan Ons boesems buig voor geen geloof meer Ons baar geen slawe vir die kerk Ons staan nou enig en berade Ons gemeenskap maak ons sterk Skou'-aan-skouer in die suide spel ons die toekoms uit Die internasionale mensdom staan gelyk Skou'-aan-skouer in die suide spel ons die toekoms uit Die internasionale mensdom staan gelyk! Geen messias kan ons ophef en geen gerustheid kan ons baat Slegs self kan ons die kettings afgooi van gierigheid en haat Ellende, honger kom tot einde die aardse diewe sal moet vort Soldate skaar hul by die stakings oorlog ewig opgeskort Skou'-aan-skouer in die suide spel ons die toekoms uit Die internasionale mensdom staan gelyk Skou'-aan-skouer in die suide spel ons die toekoms uit Die internasionale mensdom staan gelyk!

Language: Albanian. Language: Amharic.

Chuang Tse e il primo imperatore

Language: Arabic. La versione in arabo libanese ripresa dal canale YouTube American Communist. The video is provided with lyrics. Language: Armenian. La versione standard in lingua armena occidentale l'armeno letterario. E' opera di Schavarch Missakian e risale a circa il The image is available at Chants de Lutte. Language: Asturian Bable. Ni en dioses, reis ni enos tribunos ta el nuestru sumu salvador, nosotros mesmos entamemos el esfuerzu redentor. Pa facer que caiga el tiranu ya el mundu siervu lliberar soplemos la potente fragua que el llibre tien que forxar.

La llei, nos burla ya el Estau oprime y sangra al productor. Language: Aymara. Language: Azerbaijani. Language: Basque. Il gruppo ska basco Betagarri. The Basque ska band Betagarri. Nonbait irakurri nuenez, sindikatu sozialista baten musika-bandakoa zen Degeyter hau, eta sukar iraultzailez musikatuko zuen poema borrokalari hori.

Urteen joanean, ordea, kantua Europako sozialista guztien abesti kuttun bihurtu zenean, aurrena, eta Sobiet Batasunaren ereserki ofizial, hurrena, hortik dirutxo bat ere etor zitekeela-eta, istilu gaitzak izan omen ziren Pierre Degeyter-en eta kantuaren egiletza beretzat hartzen zuen beste baten artean. Nork zuen arrazoia, ezin jakin, baina istorioa ez da oso ereduzkoa gizon-emakumezkoen anaitasunean sinetsi nahi duenarentzat. Azen ontzeko, egunotan irakurri dut egunkariren batean, pelikula batean aktorea "Internazionala" txistuka kantari agertzen dela-eta, Degeyter-en eskubideen ordezkariek ez dakit zenbat diru eskatu dietela produktoreei, ordainetan.

Dabiltzala kontuz Euskal Herrialdeetako Alderdi Komunistakoak, Conde Pumpidorena baino demanda gogorragoa etor dakieke eta. Kantuaren euskal itzulpenari dagokionez, bertsio bat baino gehiago ibili zen garai batean talde komunistak ugari zirenean, hain zuzen , baina Gabriel Arestirena uste dut dela finko antxean geratu dena. Hona testua, garaiko bitxikeria linguistikoak eta guzti.

Gertatuak ez du ardura, jende esklabua jeiki, aldaketak datoz mundura, nor den herriak badaki. Oro gudura ala! Bihar izan dadin Internazionala pertsonaren adin. La seguente versione pare essere quella autenticamente opera di Gabriel Aresti da questa pagina. The following version seems to be that authentically written by Gabriel Aresti from this page. Odoltzaren ondoan sarri datorkigu asea! Burjesiaren hilobitzat zabal dezagun lezea, harekin ehortziko dugu eman daukun oinazea. Gora herri-artea, agintera zuzen; gure azken gerra bizkor etorri zen. Ohiuaren ederra, garbi eta hozen!

Munduko langile guztiak bat egin gaitezen! Language: Low German. Lo ringraziamo di tutto cuore per averla voluta affidare al nostro sito. We thank him heartily for offering it to our website. Here is his introduction in both English and Low German: "Looking for a version in Low Saxon, I wrote several emails to institutions, which were founded to save this language. Everybody told me, that such a version does not exist. In reaction of this mail I tried to write a version for myself. It is not a really great poem — but maybe an idea for creating a better form of it.

Is sach so. Waakt op, ji, wat de hunger kennt. Hard vun slaaven, waak nu op! So I sat down and wrote three new verses as third to fifth verse of the song. All six verses do not fit too well to the original. In addition to the verses I wrote an introduction, based on the introductions of the languages mentioned above. Vun bet is de "Internationaale" ook de nationaalhymn vun de Sovjetunion ween. As speelsteen doot se uns behanneln, De herr'n vun fabriek, press un bank. J'ehr gott, 't kaptaal, ridt uns to schannen, Uns wark wert bringt se op de kant.

De herrschers hebbt uns all to besten Mit snacks vun helden, faderland. Language: Bengali. Translated by Mohit Bandopadhay or Hemanga Biswas? Santi Pradhan, Kolkata English literal translation Arise, arise, arise proletarians, And prisoners of starvation, The workers have responded today, Our liberation has been confirmed. All ancient worn out superstitions; Break those and arise, masses, Get rid of your poverty and sorrows, By fighting till death. The final war begins comrade, Let us unite, The Internationale shall unite the human race.

Language: Belarusian. Sull'alfabeto latino bielorusso basato in gran parte su quello polacco e sulla sua forma attuale si veda l' articolo di en:wikipedia. On the Belarusian Latin alphabet mostly based on the Polish spelling , see the relevant en:wikipedia article. Language: Burmese. La versione originale birmana, fattaci pervenire dall'impareggiabile Arisztid. Proviene da cpburma. Reproduced from cpburma. Due to impossibility of finding the exact font WwinBurmese used for the document, lyrics are here reproduced in a. Da Questo blog. Burmese version of Billy Bragg's Internationale contributed by Arisztid.

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